Le città e i centri minori rischiano pertanto la desertificazione commerciale, sottraendo così alle nostre comunità presìdi insostituibili di vivibilità e sicurezza

Nuovi segnali preoccupanti arrivano dal fronte del commercio al dettaglio. Il dato sulle vendite segnalato da Istat i primi giorni di maggio (relativo al primo trimestre 2023) registra, ancora una volta, andamenti sotto lo zero se considerati in volume e in confronto con il 2022, a segnalare il fatto che le vendite in valore sono ‘drogate’ dall’alto livello dell’inflazione. Di questo passo, la nostra previsione che il 2023 si chiuderà con un calo del volume delle vendite del -2,5% rischia di essere ottimistica: un crollo di cui risentiranno soprattutto i piccoli commercianti.

Questo fa sì che il commercio di vicinato continui a soffrire e che cessino diverse attività anche a Pistoia. Il decremento nel numero delle imprese commerciali nel nostro territorio provinciale, nel triennio 2020-2022, come illustrato alla nostra convention in aprile, è di oltre il 10% per i settori dell’abbigliamento e calzature, ambulanti, distributori di carburanti e bar. Solo la ristorazione vede un leggero segno più, mentre l’exploit riguarda il +58% del commercio via internet. Per il commercio tradizionale, quindi, una emorragia che sarà difficile tamponare e, anzi, essendo assolutamente insufficienti gli inizi di nuove attività, il risultato netto potrebbe essere anche una riduzione dei livelli del servizio offerto dai negozi in sede fissa. Le città e i centri minori rischiano pertanto la desertificazione commerciale, sottraendo così alle nostre comunità presìdi insostituibili di vivibilità e sicurezza.

In questo contesto, il taglio del cuneo fiscale annunciato dal Governo non può che dare una boccata d’ossigeno ai consumi. Si tratta, però, solo di un primo passo, che rischia di essere insufficiente se non accompagnato da nuove misure a sostegno di famiglie e imprese: riforma del fisco, riduzione della pressione fiscale, defiscalizzazione degli aumenti retributivi.

A livello territoriale il commercio deve essere infine collegato in maniera più strutturale al turismo, agli eventi e, più in generale, alla cultura del territorio. Quindi eventi opportunamente promossi per attrarre flussi, una rigenerazione urbana tesa a realizzare servizi e infrastrutture di corredo al commercio (viabilità, marciapiedi, illuminazione). E poi informazione e formazione ai negozi per una sempre maggior presenza sui canali online.

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