Solo per Pasqua e primavera mancano oltre 50mila addetti nelle imprese turistiche

“Politiche attive, riduzione cuneo fiscale, rinnovi contrattuali nazionali ad esenzione di imposta per i miglioramenti retributivi”. Sono queste le proposte presentate da Assoturismo Confesercenti, rappresentato dal presidente di Fiepet Confesercenti Giancarlo Banchieri, al Ministero del Turismo nel corso del Tavolo per la carenza di addetti nel settore turistico.

“Dopo la marcata ripresa del 2022, anche per l’anno in corso si prevede un aumento dei flussi di turisti, dall’Italia e dall’estero. La crescita del settore, però, si scontra sempre di più con le difficoltà di reperimento del personale: per la Pasqua ed i mesi primaverili dei Ponti – periodi di picco della domanda – è possibile stimare oltre 50 mila lavoratori ‘mancanti’ nelle imprese turistiche.

Questa mancanza di personale porterà le imprese a misurarsi con una situazione complessa e imprevedibile dal punto di vista organizzativo e, per quelle che non riusciranno a reperire tutti gli addetti necessari, è possibile stimare una perdita media di fatturato nel periodo del -5,3%, con conseguente abbassamento degli standard qualitativi e impatti sulla produttività”.

“Per superare questa emergenza è opportuno investire sulle politiche attive del lavoro, attraverso maggiore cooperazione con i sistemi privati di reclutamento. Confesercenti, ad esempio, ha stretto con Adecco un’alleanza contro il mismatch, ma non si può lasciare l’incontro tra domanda e offerta alle sole iniziative private.

Va realizzato un vero e proprio scambio di banche dati tra collocamento pubblico e associazioni di categoria che raccolgono il fabbisogno delle imprese. Cosa che ad oggi non esiste. Va velocizzato e snellito il procedimento di richiesta dei Voucher, reintrodotti con la legge di Bilancio 2023: l’eccessiva farraginosità sta bloccando l’impatto positivo dello strumento, soprattutto nel comparto del turismo. Sempre nel rispetto della tracciabilità e della trasparenza”.

“È opportuno introdurre tipologie contrattuali ad hoc per il lavoro stagionale per giovani e pensionati con misure di defiscalizzazione. La gestione dei flussi di immigrazione va inoltre ripensata in base alla opportunità di lavoro ed è necessario risolvere anche il problema della mobilità dei lavoratori stagionali.

Infine, ma non meno importante, bisogna rafforzare la formazione professionale regionale di figure turistiche e realizzare una più stretta cooperazione tra istituti scolastici (ITS) e imprese anche promuovendo l’alternanza scuola lavoro che, se ben realizzata e con una stretta cooperazione anche con le Associazioni di categoria, avvicina i giovani ai nostri settori. Occorre infine promuovere i contratti collettivi comparativamente più rappresentativi. Il danno reputazionale provocato dai CCNL che fanno dumping salariale al ribasso è inestimabile ed ha solo creato allontanamento, soprattutto dei giovani, dal settore del turismo”.

 

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