La Federazione dei benzinai Confesercenti: “Occasione unica anche per favorire la transizione energetica e digitale”

Si è riunito il 1° giugno scorso al Mite il tavolo tecnico della filiera carburanti su iniziativa del Ministro della Transizione ecologica Cingolani e del Ministro dell’Economia Franco.

All’incontro presieduto dal Capo di Gabinetto del Ministro Cingolani, dr. Roberto Cerreto, hanno partecipato le Associazioni  più rappresentative della Filiera: Faib Confesercenti, Fegica e Figisc Confcommercio per i gestori carburanti, Unem e Assopetroli, più le Associazioni del gas e del metano, più i rappresentanti istituzionali dei Ministeri coinvolti e l’on. De Toma quale presentatore della risoluzione parlamentare, votata all’unanimità dalla Commissione Attività produttive della Camera dei deputati, che impegnava il Governo ad agire per  riformare il settore.

L’incontro di apertura del tavolo tecnico voluto dal Ministro Cingolani, su sollecitazione delle Associazioni della filiera, ha fatto il punto sullo stato di criticità della rete carburanti italiana e sulle necessità di un intervento riformatori del settore.

Tutti gli intervenuti hanno evidenziato che l’attuale assetto della rete carburanti è da riformare, a partire dalle associazioni dei gestori, dell’industria petrolifera e degli operatori indipendenti.

Il Presidente  Faib, Giuseppe Sperduto, nel suo intervento ha esplicitato che “Nell’ambito di una progressiva trasformazione della mobilità per la decarbonizzazione dei trasporti si rende necessario un intervento legislativo sulla rete per la sua modernizzazione e riqualificazione, incardinando le nuove disposizioni nella duplice ottica della creazione di “Punti Vendita Energie per la Mobilità” e della transizione energetica e digitale, nel rispetto delle regole nazionali e comunitarie della libertà di stabilimento e della concorrenza. Adeguare il paese – ha proseguito Sperduto- al processo di decarbonizzazione dell’energia per la mobilità, modernizzare la rete, assicurare la pluralità delle fonti, implementare servizi, contrastare la doppia illegalità – fiscale e contrattuale – che imperversa sulla rete, è un obiettivo largamente condiviso da tutte le associazioni rappresentative, anche se con sensibilità diverse. Oggi ci sono le condizioni per lavorare insieme al superamento delle contraddizioni di un sistema che resta strategico per il paese e lo sarà per i prossimi anni. Su questo, i soggetti intorno al tavolo devono perseguire il più ampio coinvolgimento per  gli obiettivi indicati, consapevoli che il tempo a disposizione sta per scadere”.

“Se la a liberalizzazione del settore ha avuto come esito la polverizzazione della proprietà della rete di vendita, il PNRR- ha concluso Sperduto – può rappresentare uno strumento di indubbia efficace per la riqualificazione della stessa operando con politiche attive per la doppia transizione e le nuove regole di derivazione comunitaria della mobilità futura. La riqualificazione della rete resa obbligatoria in senso eco compatibile, con la previsione di nuovi prodotti energetici come sopra declinati, a forte impronta decarbonizzata, e i processi di digitalizzazione e qualificazione degli addetti alla  rete si porrebbe difatti come una azione riformatrice finalizzata alla riqualificazione e alla ristrutturazione della stessa.Sotto questo profilo, la contrattazione di settore si pone come punto centrale e di svolta per la legalità essendo un presidio delle regole del comparto sul versante normativo e concorrenziale”.

Il tavolo tecnico, coordinato dal Capo di Gabinetto del Mite, pur non avendo fissato già una nuova data, ha preso atto della gravità della situazione su una rete giudicata strategica per il paese, rimettendo al Governo le valutazioni più opportune sulle questioni emerse e sulle iniziative da intraprendere anche alla luce di proposte concrete da parte degli operatori partecipanti al tavolo.

Non è secondario il fatto che il dibattito avviato sulla riforma del settore, coincida con una straordinaria e acuta crisi energetica e della categoria, accentuata dal forte aumento dei costi subiti. Elementi che  rendono urgenti e improcrastinabili gli interventi auspicati. Su questi aspetti la Faib tornerà a riunire la Presidenza nazionale per assumere le necessarie iniziative utili ad imprimere forza e accelerazione al processo.

 

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