Obiettivo prioritario resta la Riforma del settore

La Giunta nazionale Faib riunita il 21 novembre 2023 ha discusso dell’ esito del ricorso al TAR sulla questione del Cartello del prezzo medio e delle conseguenti indicazioni operative, dell’esame delle relazioni industriali, delle problematiche all’odg dei comitati di colore Eni ed IP, della partecipazione Faib alla Fiera a Verona di  Oil&Nonoil.

Sulla prima questione, la Giunta  Faib, alla luce della sentenza del TAR di annullamento del Decreto del 31 marzo 2023 sul Cartello del prezzo medio, ha ribadito la netta contrarietà al nuovo obbligo introdotto, più volte contestato in tutte le sedi politiche ed istituzionali, di cui non si sentiva alcun bisogno, non apportando alcun elemento nuovo e concreto di trasparenza nel meccanismo di costruzione del prezzo alla pompa, essendo utile solo a fare cassa per lo Stato, esponendo i gestori a nuove possibili sanzioni derivate da possibili errori formali.

Su questo aspetto rivestono un valore importante i rilievi svolti sulla correttezza degli operatori della rete e della filiera svolte dal Garante dei Prezzi, dr. Mineo e dal Ministro delle Imprese e del made in Italy, Sen.Urso, che hanno riconosciuto alla filiera petrolifera italiana di aver ben operato, mantenendo al di sotto della media europea, al netto del prelievo fiscale, i prezzi di benzina e gasolio.

Si ponevano dunque le condizioni per richiedere il superamento dell’obbligo di esposizione fisica del cartello. Sul punto, per Faib la questione da porre, infatti, a fronte di un obbligo introdotto per legge, e, dunque, comunque da disciplinare, non è tanto un ricorso fine a sé stesso, quanto una possibile interlocuzione per richiedere, dopo una prima sperimentazione, una semplificazione come la declinazione dell’obbligo di esposizione con un QR Code o con un App dedicata gestita direttamente dal Mimit.

Creare nuove tensioni non aiuta e la preoccupazione è che ora sfumi il tentativo di semplificazione più volte annunciato dal Sottosegretario Bitonci e allo stesso tempo che si allunghino i tempi del confronto in atto con il Governo per giungere alla riforma del settore, inseguita per anni.

Il Ministero, infatti, ha già preannunciato ricorso al Consiglio di Stato, chiedendo la sospensione degli effetti della sentenza del Tar precisando che la stessa sentenza si limita ad affrontare questioni procedurali e non pone in dubbio la sussistenza dell’obbligo previsto dalla legge in ordine all’esposizione del cartello, per il quale espletati i necessari passaggi potremmo ritrovarci – con tutta evidenza e in piena confusione – nella stessa situazione.

Ed infatti, in definitiva, i contenuti del decreto ministeriale sono molto operativi e poco significativi, nella sostanza, ai fini dell’adempimento degli obblighi di comunicazione del prezzo dei carburanti e di esposizione del prezzo medio, in rapporto ai princìpi scolpiti nella legge n. 99/2009 e nel DL n. 5/2023, convertito nella legge n. 23.

Nel merito degli effetti della sentenza, Faib, in attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato previsto per fine mese, ha cautelativamente raccomandato ai propri gestori, anche alla luce dei perduranti controlli espletati dalla GDF, di continuare ad esporre il Cartello del prezzo medio.

Sulle Relazioni industriali la Giunta ha ribadito che l’obiettivo primario per la Federazione rimane il perseguimento del contrasto all’illegalità contrattuale, essendo inaccettabile per un Sindacato  che oltre metà della rete distributiva sia condotta in modo irregolare o illegale. Da questo punto di vista va fatto ogni sforzo per regolamentare il settore in modo incisivo e concreto, prevedendo non solo un generico obbligo a contrattare ma sanzioni per coloro che si sottraggono alle norme di settore e fanno ricorso a pratiche da Caporalato petrolifero.

La Giunta ha apprezzato le tre risoluzioni parlamentari approvate, riscontrando molteplici punti di contatto con il documento presentato alla filiera dal Ministro Urso e dal Sottosegretario Bitonci il 1° agosto scorso al Mimit  e auspicato una ripresa veloce dei lavori; in questa direzione ha anche apprezzato i progressi del confronto in atto al Tavolo di filiera presso Unem. La Giunta, ricordando che l’attuale quadro legislativo porta con sé una pericolosa situazione di illegalità e di carenza di tutele  che necessita di un intervento riformatore, ha evidenziato che le norme comunitarie e nazionali intendono tutelare, nei rapporti commerciali tra soggetti che esercitano attività in autonomia, le micro e piccole imprese rispetto ad operatori economici con evidenti maggiori capacità economico/organizzative.

In questo senso la Giunta ha rilanciato la necessità di introdurre una soglia dimensionale al di sopra della quale si renda obbligatorio – pena l’applicazione di condizioni economico-contrattuali individuate dal MiTE, nelle more della stipula degli Accordi Economici, nonché di sanzioni o mancati incentivi – contrattare e definire AA EE ai sensi della L. 57/2001, ipotizzando anche una contrattazione territoriale per i soggetti a valenza locale; di definire in via subordinata, a cura del MiTE e sulla base degli AA EE depositati, per i casi dei titolari di autorizzazione al di sotto della predetta soglia dimensionale di 100 pv, di un margine medio di settore da riconoscere ai gestori come costo di distribuzione, dando la possibilità a chi lo desideri di attivare la contrattazione in sede territoriale o, in alternativa, applicare  uno degli accordi sottoscritti; di percorrere la via di definizione di ulteriori tipologie contrattuali maggiormente idonee a cogliere le diverse articolazioni della rete, ai sensi della L.27/2012: dal contratto di franchising, a quello di gestione diretta e di affitto di ramo d’azienda, facendo salvi gli istituti contrattuali  a tutela dei gestori (bonus fine gestione, tutela della salute, rispetto delle condizioni eque e non discriminatorie per la gestione degli impianti…) e la definizione in via legislativa del profilo professionale degli addetti alla rete.

Per quanto riguarda le relazioni con Eni la Giunta ha espresso da un lato attenzione ai processi di innovazione intrapresi dall’Azienda e dall’altra preoccupazione per i profili gestionali legati alle Fidejussioni, ai Drop, ai canoni di affitto, ai servizi non oil ed altri aspetti evolutivi della rete a marchio rimarcando la necessità di presidiare, nell’ambito del rinnovo dell’AA EE in scadenza a dicembre 2023, i principi a tutela dei diritti dei gestori e del quadro normativo vigente.

Per quanto riguarda la IP sono stati evidenziate alcune criticità  tuttora da superare come la condivisione della campagna promozionale, l’ estensione a tutti i gestori a cui IP fattura dell’accordo siglato a giugno 2023, ancora non completata, il riconoscimento dei cali, in alcuni casi riferiti ad anni pregressi, alla questione dei pagamenti e transazioni con le carte.

Infine, in riferimento alla recente iniziativa apparsa sul Portale IP, riguardante la sentenza del Tar del Lazio sull’esposizione del cartello del prezzo medio regionale, la Giunta Faib, apprezzando lo spirito di vicinanza ai gestori,  fa comunque presente all’Azienda, laddove consiglia di rimuovere  dal piazzale il cartello con l’esposizione del prezzo medio, che  nel caso di contestazione da parte degli organi di vigilanza di infrazione al relativo obbligo, anche se in modalità differita, a seguito di eventuali pronunciamenti negativi da parte del Consiglio di Stato in sede di appello, la riterrà responsabile delle sanzioni irrogate, chiedendo all’Azienda medesima  il risarcimento delle somme versate.

La Giunta ha poi preso atto dei progressi fatti nel negoziato con Retitalia per il rinnovo dell’AA EE che Faib non sottoscrisse nel 2019, e analizzati gli aspetti salienti della proposta di nuova intesa, confermando le ragioni di quella scelta, ha manifestato, laddove si creassero tutte le condizioni, la disponibilità a procedere per la sigla della nuova intesa.

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