88 voti a favore, 63 contrari e una sola astensione

Dopo l’approvazione da parte della Camera lo scorso 7 dicembre è arrivato il via libera definitivo, dall’aula del Senato, al ddl Made in Italy con 88 voti a favore, 63 contrari e una sola astensione. Tra le misure inserite nel testo, approvato il 31 maggio dal Consiglio dei ministri, si segnala un Fondo strategico e la nascita del Liceo del Made in Italy oltre che l’istituzione della giornata nazionale dedicata alle eccellenze italiane che ricorrerà il 15 aprile.

Un provvedimento storico, lo ha definito il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso parlando di una svolta nella politica industriale del Paese”, perche’ interviene “a 360 gradi per stimolare e proteggere la crescita delle filiere strategiche nazionali, contrastare la contraffazione e formare nuove competenze in vista delle sfide globali che abbiamo davanti”.

Ecco  i principali interventi contenuti nel testo approvato in commissione:

IL FONDO PER IL MADE IN ITALY

Il disegno di legge si presenta come un insieme di disposizioni che, intervenendo su singoli settori, prevedono l’erogazione di sostegni e l’istituzione di fondi ad hoc per tutelare la produzione nazionale. Tra questi, quello più rilevante è  il ‘Fondo nazionale del Made in Italy’ che consiste in una dotazione iniziale di 700 milioni di euro per il 2023 e di 300 milioni per il 2024 “al fine – si legge nel testo – di sostenere la crescita, il sostegno, il rafforzamento e il rilancio delle filiere strategiche nazionali”. In particolare, il Fondo sarà “autorizzato a investire direttamente o indirettamente” nel capitale di società per azioni, “anche con azioni quotate in mercati regolamentati, comprese quelle costituite in forma cooperativa” a condizione che abbiano sede legale in Italia e non operino nel settore bancario, finanziario o assicurativo.

ALTRI FONDI E MISURE SETTORIALI: DALLE IMPRESE FEMMINILI AL LEGNO PER L’ARREDO

Se il fondo per il made in Italy è  la parte più consistente del provvedimento approvato dalla X della Camera, come anticipato sono molti altri gli stanziamenti previsti dal testo. Come quello da 15 milioni per il 2024 a sostegno dell’imprenditoria femminile “destinato al finanziamento degli interventi in favore delle imprese a prevalente partecipazione femminile”. Oppure, il voucher 3I (investire in innovazione)’ indirizzato “alle start up innovative e alle microimprese” per cui sono previsti 8 milioni di euro per il 2023 e 1 milione di euro per il 2024 “al fine di promuovere la conoscenza e la consapevolezza delle potenzialità connesse alla brevettazione delle invenzioni e di sostenere la valorizzazione dei processi di innovazione”.

Il Mimit, inoltre, stanzia 4 milioni di euro per il 2023 e 26 milioni di euro per il 2024 per progetti per “la tracciabilità e la valorizzazione della filiera del made in Italy” attraverso la Blockchain. E poi, c’è la previsione un Fondo ministeriale per la “protezione nel mondo delle indicazioni geografiche italiane agricole, alimentari, del vino” con 4 milioni di euro, divisi tra il 2024 e il 2025, destinati a “finanziare le camere di commercio italiane all’estero per le attività di supporto alle azioni giudiziarie ed extragiudiziarie intraprese a tutela dei propri prodotti agroalimentari da imprese aventi sede legale e operativa in Italia”.

Tra le misure settoriali previste dal ddl Made in Italy, si segnala anche lo stanziamento da 25 milioni di euro per il 2024 a favore della filiera del legno per l’arredo “per la concessione, nel medesimo anno, di contributi a fondo perduto per 15 milioni di euro e di finanziamenti a tasso agevolato per 10 milioni di euro”. E, ancora, 15 milioni di euro nel 2024 per la filiera delle fibre tessili naturali per promuovere e sostenere “gli investimenti nel territorio nazionale, la ricerca, la sperimentazione e l’innovazione dei processi di produzione di fibre di origine naturale nonché  provenienti da processi di riciclo, con particolare attenzione alla certificazione della loro sostenibilità”.

UN NUOVO LICEO E UNA FONDAZIONE

Una norma ad hoc del ddl Made in Italy è  dedicata all’istituzione del Liceo del Made in Italy “al fine di promuovere, in vista dell’allineamento tra la domanda e l’offerta di lavoro, le conoscenze, le abilità e le competenze connesse al made in Italy”. Sostanzialmente, nell’ambito delle articolazioni del sistema dei licei, un regolamento del ministero dell’Istruzione dovrebbe disciplinare la nascita del nuovo indirizzo di studi con l’obiettivo di “acquisire conoscenze, abilità e competenze approfondite nelle scienze economiche e giuridiche, all’interno di un quadro culturale che, riservando attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e naturali, consenta di cogliere le intersezioni tra i saperi”.

E, ancora, si persegue lo scopo di sviluppare “competenze imprenditoriali idonee alla promozione e alla valorizzazione degli specifici settori produttivi del made in Italy”; di possedere “gli strumenti necessari per la ricerca e per l’analisi degli scenari storico-geografici e artistici e delle interdipendenze tra fenomeni internazionali, nazionali e locali, con riferimento all’origine e allo sviluppo degli specifici settori produttivi del made in Italy”.

Il provvedimento, infine, disciplina anche l’istituzione della fondazione Imprese e competenze per il made in Italy’. Il suo compito, si legge nel testo, sarà quello di “promuovere il raccordo tra le imprese che rappresentano l’eccellenza del made in Italy e i licei del made in Italy, al fine di diffondere la cultura d’impresa del made in Italy tra gli studenti e favorire iniziative mirate a un rapido inserimento degli stessi nel mondo del lavoro”.

Per la costituzione della Fondazione viene stanziato 1 milione di euro per il 2024 e 500mila euro annui per il suo funzionamento.

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