Senza nuove forme di sostegno molte aziende rischiano di finire in apnea e di appesantire il conto finale per lo Stato

Si preannuncia un autunno molto caldo sul fronte dei rapporti tra imprese e istituti bancari. Saranno quasi 400mila i crediti garantiti dallo Stato Italiano che usciranno dal regime di pre-ammortamento nel corso dell’estate: 200 mila tra luglio e agosto e 200 mila a settembre, con un importo medio delle esposizioni attorno ai 70 mila euro.

La possibilità per chi ha richiesto finanziamenti garantiti di pagare solo gli interessi e non la rata piena è una delle agevolazioni concesse dal Governo all’inizio della pandemia per sostenere il sistema produttivo e commerciale ed evitare una pericolosa crisi di liquidità. Queste forme di sostegno sono però progressivamente venute meno negli ultimi mesi. Se infatti a dicembre 2021 si sono chiuse le moratorie, a fine giugno il fondo pmi del Mediocredito Centrale è uscito dal regime emergenziale, avviando un graduale piano di rientro.

In sintesi tutte le imprese dovranno progressivamente rientrare dei finanziamenti ricevuti. Solo nel territorio di Parma e provincia si parla di circa 25.000 imprese e professionisti coinvolti. Il perdurare della pandemia, la guerra in Ucraina e la fiammata dei prezzi hanno rimesso sotto pressione il sistema produttivo e commerciale; pertanto come Confesercenti stiamo chiedendo al Governo uscente un intervento urgente che vada ad allungare il periodo di pre-ammortamento e a spalmare in più anni le rate del finanziamento.

In considerazione del contesto economico complesso che stiamo affrontando, come Associazione di Imprese, chiediamo che vengano individuati al più presto strumenti concreti per permettere alle aziende di gestire in modo sostenibile gli impegni presi con gli istituti di credito.

 

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